Musei Civici d’Arte, dicembre 2017

Museo del Cenedese e Galleria Civica “Vittorio Emanuele II”, continuano le mostre.

Al Museo del Cenedese in questi giorni è rientrato da Milano l’Autoritratto di Pietro Pajetta che era stato esposto alla mostra “La raccolta Ignegnoli. Storia di una passione d’arte a Milano” presso la Galleria Bottegantica. In occasione di questa esposizione sono state fatte delle ricerche sulla nascita e lo sviluppo della celebre collezione milanese dell’imprenditore Paolo Ingegnoli (1861-1935), le quali hanno permesso di ricostruire attraverso il materiale d’archivio la storia di ogni singolo quadro della raccolta, consentendo quindi di conoscere meglio anche i vari passaggi di proprietà del dipinto del Pajetta dall’autore fino al suo ingresso nella collezione museale vittoriese.

Sempre al Museo del Cenedese continua la mostra “Vittorio diciotto”, realizzata dall’Associazione MAI in collaborazione con l’Ufficio Musei del Comune di Vittorio Veneto nell’ambito della Rete Luoghi d’Arte (Comune di Vittorio Veneto, Fondazione Minuccio Minucci, Associazione MAI); la mostra, che espone riproduzioni di fotografie della città durante il periodo dell'occupazione tratte dalla Collezione Walter Menegon, rimarrà aperta fino al 14 gennaio 2018 con il seguente orario: sabato e domenica, ore 10-12 e 15-18. Durante il periodo delle festività natalizie, il museo rimarrà aperto anche nei pomeriggi dei giorni 25 e 26 dicembre; inoltre, domenica 24 e 31 dicembre contestualmente al museo sarà aperto al pubblico l’Oratorio dei Battuti, con il consueto orario: 10-12 e 15-18.

Alla Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” la mostra “Intorno alla tomba Brion: Carlo Scarpa ed il paesaggio”, la cui chiusura era prevista per il 10 dicembre p. v., è stata prorogata fino al 14 gennaio 2018 e rimarrà aperta con l’orario abituale: sabato e domenica, ore 10-12 e 15-17. La mostra si compone della campagna di documentazione fotografica dedicata al Mausoleo di San Vito di Altivole dal fotografo Giovanni Cecchinato, di una videoinstallazione del regista Riccardo De Cal, autore di pluripremiati lavori sull’architetto veneziano, e di una delle poche copie originali della plaquette Memoriae Causa realizzata dallo stesso Carlo Scarpa nel 1977.