Traforo, la Corte d'Appello di Venezia ridimensiona le istanze risarcitorie

Riconosciuti 32 mila euro a fronte degli oltre 221 richiesti.
Tonon: "Valuteremo se ricorrere in Cassazione, ma siamo comunque soddisfatti"

La Corte d'Appello di Venezia si è pronunciata, dopo l'udienza del 7 marzo scorso, sulle istanze risarcitorie da reiterazione di vincolo preordinato all'esproprio formulate da Domenico Mognol e altri 22 proprietari di aree già interessate dal vincolo tra il 2004 ed il 2014.

La Corte, pur avendo stabilito il principio dell'indennizzabilità della reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio anche a prescindere dalla dimostrazione di un qualsivoglia danno alla proprietà, ha notevolmente ridimensionato le richieste dei proprietari.

Da un lato non ha accolto il criterio di calcolo da loro proposto (4% sull'indennità di esproprio secondo la normativa della Regione Valle d'Aosta), ma quello suggerito dal Comune (interesse legale calcolato sull'indennità di esproprio secondo quanto previsto dalla normativa del Trentino Alto Adige); dall'altro ha riconosciuto il diritto all'indennizzo per le sole aree gravate da vincolo preordinato all'esproprio e non anche sulle rimanenti (la maggioranza peraltro) su cui era previsto il vincolo a fascia di rispetto stradale, ritenuto vincolo conformativo e non espropriativo, come sostenuto dal Comune.

Sulla scorta di tali valori l'indennizzo spettante ammonta, secondo la sentenza, a circa Euro 32.000,00 in luogo dei 221.717 richiesti. Le spese di lite sono state compensate.

"Valuteremo con i legali se sia o meno il caso di ricorrere in Cassazione per far valere la nostra tesi, secondo la quale erano i proprietari a dover provare specificamente l'esistenza del danno, altrimenti non liquidabile - commenta a caldo il Sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon - ma siamo comunque soddisfatti per il notevole ridimensionamento delle pretese economiche, che sono state ridotte di circa l'85%".