82 casi di violenza seguiti nel 2016, per lo più donne del nostro territorio CAV: sempre più al servizio delle donne

Il Centro Antiviolenza Vittorio Veneto ha stilato il bilancio dell’anno 2016, confermando l’importanza della sua presenza nel territorio visto il costante trend di crescita negli accessi da quando è stato inaugurato nel giugno del 2015.

Ecco i dati più significativi.

Nel corso del 2016 si sono rivolte al CAV 82 persone (77 donne e 5 uomini) e  se si volesse fare un raffronto con il periodo precedente, bisognerebbe tenere a mente che nel periodo luglio 2015 – giugno 2016 ci sono stati 75 accessi.

Come nel periodo precedente, purtroppo, le operatrici del CAV hanno affrontato  tutti i tipi di violenza (psicologica, economica, fisica, verbale, sessuale, etc.).

Gli accessi sono stati per lo più spontanei, in seguito alla presa di coscienza dell’esistenza del CAV attraverso ricerche in internet, stampa, pubblicità varie e segnalazione da parte di amici e parenti. Grande è stato, comunque, l’input dato dai Servizi Sociali del territorio e dalle Forze dell’Ordine. Grazie alla positiva rete stabilita con queste realtà, infatti, il 45% degli utenti del CAV è giunto al servizio.

Impressiona il numero di utenti residenti a Vittorio Veneto (30 su 82, circa il 35%), segno che il CAV riscuote la fiducia anche di chi vive ne territorio – commenta l’Assessore Barbara De Nardi – d’altro canto il territorio dell’ex ULSS7 è quello che beneficia integralmente del servizio, posto che gli altri casi la residenza è, comunque, nell’ambito di quei Comuni. È un segnale che, da un lato, fa riflettere sull’ipocrisia della nostra società e, dall’altro, dimostra come fosse indispensabile dare vita a un centro che intervenisse su questo tema”.

Altro dato interessante è la suddivisione per fasce d’età degli utenti, dove emerge che la metà delle donne che si sono rivolte al CAV ha un’età compresa tra i 31 e i 45 anni, mentre 10 sono state le più giovani (18 – 30 anni), 19 gli utenti tra i 46 e 60 anni e ben 12 le over sessanta.

Quanto alla nazionalità, 63 utenti sono italiani e 19 stranieri.

In questi mesi, oltre ai corsi rivolti a assistenti e operatori sociali del territorio, abbiamo offerto formazione ad un gruppo di volontarie che stanno cercando di trovare la loro collocazione operativa all’interno del nostro centro, mettendo a disposizione la loro esperienza e le loro attitudini – prosegue l’Ass. De Nardi – ovviamente le ringraziamo e incoraggiamo per questo loro importante impegno, che si affianca al lavoro che il CAV ha in programma in collaborazione con gli istituti scolastici vittoriesi”.

 “I dati del 2016 mi spingono a riflettere sull’importanza per un’amministrazione di continuare ad investire risorse ed energie per contrastare un fenomeno che, anche a livello nazionale, non accenna a diminuire – conclude il Sindaco Roberto Tonon – nel 2017 vorremo impegnarci non solo continuando ad offrire accoglienza, ascolto ed aiuto alle donne che si rivolgono al nostro CAV, ma vorremmo potenziare la collaborazione con gli altri Comuni dell’area e incoraggiare le associazioni che vorranno legare propri eventi alla promozione del CAV. Ringraziamo chi, come la Fondazione di Comunità e la Latteria Soligo, ha contribuito anche economicamente al mantenimento di questo servizio, i cui costi gravano sul bilancio sociale del Comune”.