Lunedì 14 alle 10.30 l’intitolazione della Passeggiata don Antonio De Nardi

Dopo l’isoletta sul Meschio dedicata a Emma e Maddalena Tandura, un altro luogo caratteristico di Serravalle verrà intitolato ad un altro illustre concittadino: la suggestiva passerella lignea che seguendo il corso del fiume collega Piazza Foro Boario a via Pajetta, lungo i cosiddetti Meschietti, diventerà "Passeggiata don Antonio De Nardi".

La cerimonia di intitolazione ufficiale, semplice ma significativa, verrà celebrata lunedì 14 novembre alle ore 10.30 nei pressi del Sacrario delle Bandiere (già chiesa di San Giuseppe) alla presenza del vescovo S.E. mons. Corrado Pizziolo.

Don Antonio De Nardi (Vittorio Veneto 5/8/1928 - Vittorio Veneto 10/12/1994), ordinato sacerdote a 23 anni, successivamente laureatosi in Scienze Naturali all'Università di Padova, insegnò per oltre 40 anni materie scientifiche e matematica in Seminario (di cui fu anche Rettore), al Liceo Flaminio, all'Istituto Magistrale e Liceo Linguistico dell'Istituto "Santa Giovanna D'Arco". Oltre all'insegnamento, in ambito scientifico si dedicò a molteplici ricerche, scritti e conferenze. In particolare ordinò e riorganizzò - arricchendolo di numerosi reperti frutto delle proprie ricerche, ampliandolo con raccolte preziose affidategli da amici e illustrandolo con disegni e tavole di grande precisione - il Museo di Scienze Naturali del Seminario, in seguito a lui intitolato e che domenica scorsa è stato inaugurato dopo i lavori di sistemazione e ammodernamento.

"Questa passeggiata – commenta il Sindaco Roberto Tonon - è frequentatissima, sia da chi vive, lavora e studia a Serravalle, sia dai molti turisti che apprezzano il nostro centro storico. Ci è sembrato giusto intitolarla ad un vittoriese che con i suoi studi ha dato lustro alla città, e con i suoi insegnamenti ne ha innalzato il livello culturale. E continua a farlo, attraverso lo splendido museo che ha messo in piedi a Ceneda. Un omaggio a don De Nardi dunque rivolto al contempo con piacere, riconoscenza, ossequio ed orgoglio vittoriese”.