Il Museo della Battaglia vola a Washington

Il Comune di Vittorio Veneto e il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto sbarcano a Washington D.C. nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra.

L’US - Italy Global Affairs Forum, associazione statunitense che si occupa di rapporti tra Stati Uniti e Italia,  sta organizzando infatti grande mostra, in programma nell’autunno 2017 nel Ronald Reagan Trade Center incentrata sul tema dell’apporto dell’esercito americano sul fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale.
Il curatore della mostra di Washington, Donald Jensen, oggi dirigente dell’US - Italy Global Affairs Forum, ma già ambasciatore americano in Russia, è in queste settimane in Italia per porre le basi della mostra, ma il Comune si è già messo da qualche tempo in contatto con il direttore esecutivo del Forum, Daniele Moro, inviato del Tg5: dopo un primo scambio di informazioni, si è quindi ipotizzata – con l’ausilio del direttore onorario del museo, Luigi Marson - una selezione di materiali che potrebbero interessare tale mostra, fatti salvi tutti i permessi e le cautele da osservare in questi casi.
Promotore dell’iniziativa lo scrittore e studioso di storia vittoriese Franco Gobbato, già in contatto con tale associazione italo-americana, per seguire i rapporti con la quale verrà creato un apposito gruppo, di cui potrebbe anche far parte Pierardo Davini, caporedattore del TG3, che già segue le vicende vittoriesi a partire dalla notizia della candidatura di Vittorio Veneto a Capitale italiana della Cultura 2018.
“Per Vittorio Veneto e il Museo della Battaglia – commentano il Sindaco Roberto Tonon e l’assessore alla Cultura Antonella Uliana – questa è una bella opportunità, di cui andiamo orgogliosi: il nome e la memoria della nostra città voleranno oltre oceano, testimoni di pace in un mondo che vede ancora troppe guerre. Del resto lo sapevamo: la notorietà di Vittorio Veneto varca tutti i confini, e lo dimostra in particolare la provenienza dei visitatori al Museo, spesso stranieri e anche americani. Valuteremo le possibilità di concretizzare questa occasione, ma le premesse sembrano essere ottime”.